IMD Garage #1: Barn find

Non è la prima volta che scrivo di automobili e altri mezzi di trasporto (i precedenti articoli inerenti a questo tema li trovate nel tag LEGO & Cars), ma da oggi ho deciso di inserirli in una rubrica dal nome nuovo: Il Mattoncino Danese Garage (d’ora in poi IMD Garage).

Oggi prendiamo in considerazione l’ultima moc di Norton74, alias Andrea Lattanzio: Barn Find | Bugatti Type 35 Grand Prix. Andrea non necessita di presentazioni, perché nel mondo degli afol è molto conosciuto per le sue creazioni a tema motoristico (tra le ultime per es. la meravigliosa Art Déco Gas Station, ma guardate anche le altre che ha pubblicato su Flickr).

I protagonisti di questa moc sono un fienile, una Bugatti, due cacciatori di automobili e un fattore; alla base della creazione troviamo questa riflessione di Andrea, che renderà concordi molti “petrolhead” (me compreso):

il sogno di ogni appassionato è ritrovare in un fienile o in una vecchia rimessa un tesoro a quattro ruote caduto nell’oblio per anni e sepolto sotto la polvere. E’ quello che gli inglesi chiamano BARN FIND. Non potendo vivere quell’esperienza nella vita reale, l’ho ricostruito con i mattoncini LEGO®.

Ci sono diverse cose che mi colpiscono di questa moc, quindi andrò ad analizzarle per punti.

1 Teatralità

Nella scena si coglie benissimo la felicità e lo stupore per la scoperta da parte dei due car hunter, a cui fanno da contraltare l’impassibilità del fattore e del suo cane (che probabilmente considerano la Bugatti soltanto un ferro vecchio).

2 Dettagli

L’ambientazione è molto curata. All’interno del fienile, dal tetto dissestato, è possibile intravedere i cumuli di paglia, mentre all’esterno, in un territorio brullo, troviamo una catasta di legna con ascia e sega, un forcone, una ruota di un carro, una botte e delle casse di legno.

Il dettaglio che mi fa impazzire di più è però la pompa di benzina vintage, rovesciata a terra accanto a un traliccio elettrico (ambientazione che ha un sapore molto da U.S. Route 66):  il vetro in frantumi e il color ruggine danno l’idea dei bei tempi andati.

3 L’automobile

La Bugatti avrebbe meritato un posto nel paragrafo dei dettagli: la scelta del dark azure per rappresentare il blu francia (verniciatura classica del marchio) e dell’elastico per simulare la cinghia di cuoio che blocca la ruota di scorta (come nel modello vero) sono azzeccati.

Come mai allora ho deciso di metterla in un paragrafo a parte? Semplicemente perché la scelta di Andrea non è stata casuale, infatti la Bugatti Type 35 Grand Prix (prodotta dal 1924 al 1931) è una vera leggenda del motorsport:

l’auto più vincente di tutti i tempi oltre ad essere la Bugatti più amata da tutti gli storici per la perfezione di ogni suo particolare […] più di duemila vittorie tra cui 351 successi e 47 record del mondo nei soli primi due anni di vita, con un ritmo successivo di 14 corse vinte ogni settimana nell’arco di otto stagioni.

(C. Cavicchi, Bugatti, in L’Automobile. Marche e modelli dalle origini ad oggi, II, Roma, Gruppo Editoriale l’Espresso, 2009, p. 99).

 

Per concludere un piccolo aneddoto: quella Bugatti mi era familiare, così, cercando, mi sono reso conto di averne fotografata una all’ultimo Bergamo Historic Gran Prix: in particolare una Type 35b Grand Prix del 1928, dall’inusuale, ma altrettanto bello, color bordeaux 🙂 .

 

 

 

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